Escursione n° 2: Monte Dòbis (1034 metri)

Dall’A.F. (958 m) ci si incammina in direzione dell’altopiano di Curiedi e dopo circa 1 km la salita, a tratti leggera e a tratti un po’ faticosa, finisce [da A.F. → 20 minuti]. Si prosegue a destra su strada asfaltata in leggera discesa per circa un altro chilometro sino a incontrare la strada provinciale che da Fusea conduce a Buttea [da → 20 minuti]. Da qui si prosegue a sinistra in discesa, per circa un chilometro, seguendo la strada principale che porta a Fusea e, lasciati sulla sinistra una fattoria, uno stavolo e l’adiacente struttura del campo sportivo di calcio, si giunge in prossimità di un bosco di faggio ai cui bordi, sulla destra, c’è un grande stavolo (850m)in parte abitato. Qui giunti, si segue la strada nel tratto ancora pianeggiante e quando questa, dopo circa 100 metri, comincia a scendere decisa verso Fusea, si incontra sulla destra una piccola icona alla Madonna (“Salve Regina”): qui ha inizio il sentiero che porta in cima al monte Dobis [da → 20 minuti]. Prestando alquanta attenzione alla segnaletica gialla sui massi o sugli alberi in modo da tralasciare le numerose tracce lasciate dai “cercatori di funghi”, sempre all’ombra di freschi faggi e con tratti anche ripidi, ma mai pericolosi, il sentiero permette di superare la spalla del monte e da qui con una bella traversata con lievi saliscendi ci si porta in cima al M. Dòbis [da → 35 minuti], da dove si può ammirare lo stupendo panorama offerto dalla sottostante conca di Tolmezzo e far spaziare lo sguardo dalle Alpi Carniche Orientali e dalle Alpi Giulie Occidentali sino al mare Adriatico

(in situazioni di ottima visibilità si vedono i cantieri navali di Monfalcone).
Rientro. Si percorre a ritroso tutta la cresta ondulata sino a quando la discesa diventa decisa ; da qui si prosegue a sinistra e,

seguendo con attenzione la segnaletica gialla posta sui massi o sugli alberi e prestando una certa cautela in un trattino di pochi metri su terreno roccioso, si scende sino a superare il bosco dapprima di faggio e poi di abete rosso

per portarsi su dei prati da dove si vedono a valle degli stavoli restaurati e una stradina asfaltata. A vista ci si porta liberamente sulla stradina e, raggiuntala, si prosegue a destra; superato uno stavolo con fontana adiacente e lasciata sulla sinistra la torbiera di “Bars”, ci si immette, dopo qualche centinaio di metri, sulla strada principale che collega Fusea con Buttea [dalla cima → 40 minuti]. Qui giunti, si prosegue a destra seguendo la pianeggiante strada principale per poco più di 100 metri sino ad incontrare sulla sinistra una stradina asfaltata che si segue sino al termine dell’asfalto. Lasciato sulla sinistra uno stavolo restaurato, ci si incammina in direzione di un grande stavolo che sta di fronte e, superatolo, si prosegue sulla sinistra seguendo un sentiero che, fra prati e cespugli di nocciolo, lascia sulla sinistra dapprima un altro stavolo e poi, un po’ in basso, una grande fattoria; sempre fra prato e bosco, il sentiero giunge in prossimità di un altro stavolo restaurato poco prima del quale il sentiero sale brevemente per portare ad incontrare la strada asfaltata già percorsa in discesa [da → 30 minuti]. Si prosegue ora a destra e si percorre a ritroso la strada asfaltata già percorsa all’inizio dell’escursione sino a rientrare all’A.F. [da → 35 minuti].

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Dislivelli indicativi: ↑310 m ↓310 m
Lunghezza indicativa del percorso: 8 chilometri
Tempo indicativo di effettivo cammino: ore 3


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